Con un emendamento introdotto dalla legge di conversione, modifica il comma 1 dell’art. 6 del Testo unico dell’edilizia (D.P.R. 380/2001), aggiungendo, dopo la lettera b), la lettera b-bis, che prevede tra le attività di edilizia libera – ossia che sono eseguite senza alcun titolo abilitativo – anche l’installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti (cosiddette VEPA), con «funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche dei balconi». La norma in questione stabilisce, pertanto, che alcuni lavori possano essere effettuati senza dover prima ottenere titoli abilitativi come autorizzazione, facendo sempre salve le regole urbanistiche di ciascun comune e quelle del codice dei beni culturali. Queste strutture permettono di schermare, ombreggiare e di coibentare parzialmente, migliorando le prestazioni energetiche di una parte dell’edificio, ma anche di impermeabilizzare dalla pioggia i balconi e le logge. In genere questi sistemi sono scorrevoli e si aprono e chiudono a seconda del bisogno. Ovviamente le VEPA installabili con edilizia libera dovranno rispondere a determinati criteri, primo fra tutti la possibilità di rimuovere facilmente l’intervento. E questo rimane un vincolo alla loro installazione: l’emendamento, infatti, specifica che le VEPA sono permesse nell’edilizia libera purché: «non configurino spazi stabilmente chiusi con conseguente reazione di volumi e di superfici, come definiti dal Regolamento edilizio tipo, che possano generare nuova volumetria o comportare il mutamento della destinazione d’uso dell’immobile anche da superficie accessoria a superficie utile». Le vetrate dovranno avere «funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche dei balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o di logge rientranti all’interno dell’edificio». Chi vorrà chiudere i balconi con le vetrate dovrà inoltre assicurarsi che sia garantita la naturale microaerazione e la circolazione dell’aria, evitando ristagni insalubri degli ambienti domestici immediatamente adiacenti. Non meno importante l’aspetto estetico: le vetrate dovranno avere “profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente e da non modificare le preesistenti linee architettoniche”, e, quindi, dovranno rispettare il decoro architettonico del fabbricato.